La diagnosi

L'artrite reumatoide può risultare difficile da diagnosticare nei primi stadi perché non c'è un test specifico che identifichi la malattia e perché i sintomi potrebbero essere diversi da persona a persona. Inoltre, i sintomi sono in comune con altre patologie reumatiche e quindi, la malattia potrebbe essere facilmente scambiata per qualcos'altro. Il medico, quindi, utilizzerà un insieme di strumenti a sua disposizione per arrivare a porre diagnosi corretta. Innanzitutto, il colloquio con il paziente nella sua descrizione dei sintomi e del momento di insorgenza, della severità dei sintomi stessi e della loro progressione nel tempo è il punto di partenza standard per porre diagnosi, associato ad un attento esame fisico delle articolazioni, dei riflessi, dei muscoli.

Per quanto riguarda gli esami di laboratorio, l'esame più comune è il fattore reumatoide, un anticorpo presente nel sangue della maggior parte dei pazienti affetti da artrite reumatoide. Non tutti i pazienti risultano positivi a questo test, soprattutto se la malattia è insorta da poco, ed in alcuni che risultano positivi, invece, la malattia non si sviluppa. Altri test sono il fattore di sedimentazione degli eritrociti, la conta dei globuli bianchi, il test per l'anemia. La radiografia, invece, serve a determinare il danno all'articolazione; all'inizio, non è molto utile, ma serve in seguito per tenere sotto controllo la progressione della malattia. Può servire, infine, l'analisi del liquido sinoviale.
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